MARCO SALVETTI

Stimoli, visioni, filosofia.

Marco Salvetti

 


La mia arte è un omaggio alla vita. Vuole essere semplicemente un renderle grazie attraverso colori, materiali e immagini che simboleggiano i miei pensieri e stati d’animo.

Questo mio pensiero racchiude anni di ricerca ed evoluzione del mio modo personale di pensare l’arte ... ma soprattutto di vivere.

Ricerca che passa dalla rappresentazione della realtà alla sperimentazione di diverse tecniche e stili, per approdare ad un ritorno all’essenziale.

Dipingo ciò che sento, non quello che mi piace.

Rappresento la realtà di come vivo e di come sento la vita, rifiutando quelli che la società propone come modelli da seguire. Nei miei quadri ricerco quel bisogno di fermarsi che sento molto forte dentro di me, quella lentezza che ti permette di riflettere e ascoltare, di sentire le cose, le persone e tutto il creato, piuttosto che correre e guardare frettolosamente. Impiego molto tempo a pensare ad un quadro prima di farlo. Parto sempre da una grande confusione di idee e pensieri per poi scremare man mano il tutto fino ad arrivare a quell’essenziale che ricerco. Mi piace molto questa operazione: analizzare pian piano tutti gli aspetti per poi farne rimanere solo quelli che veramente contano per esprimere quello che voglio.

Non ci sono tanti elementi nei miei quadri, così come non voglio ce ne siano nella mia vita. Cerco e voglio togliere tutto ciò che è superfluo per dare il maggior spazio possibile all’essenziale, al fulcro, a quella stella polare intorno alla quale tutto gira.

 

Marco Salvetti

 


 

"Guardare i miei quadri" vorrei che fosse per lo spettatore come il sedersi di fronte a se stessi, dove mente e anima dialogano e si confrontano, senza fretta, ritrovandosi sulla bellezza della vita nella sua interezza, nel suo alternarsi di gioie, misteri e dolori, con acceso sempre quel fuoco interiore che ti fa vedere e sentire chiaramente chi sei, da dove vieni e dove vai.

La staticità esteriore delle mie opere è voluta e cercata per dare spazio a questo movimento interiore, per fare urlare il silenzio e per sentire la moltitudine nella solitudine. Voglio che i miei quadri trasmettano la sensazione del silenzio, perché solo quando ti fermi e fai silenzio puoi incontrare e sentire Dio; ed è Lui che in fondo cerco in ogni mia opera e in ogni mia azione.

Dipingo la semplicità e non il mistero, affinché pure un bambino possa capire e ritrovarsi guardando le mie rappresentazioni. Il confronto con loro è il mio grande obiettivo, perché la mia ricerca è indirizzata verso quella purezza della quale nella maggior parte delle persone adulte non vi è più traccia. Non importa se il commento sia bello o brutto, originale o scontato, l’unico obiettivo che mi propongo è che ognuno possa rivedere una parte di se stesso, magari dimenticata o addirittura sepolta, come se i quadri fossero specchi che riflettono l’anima e i ricordi ancestrali di chi li guarda; dove ognuno vede qualcosa che l’altro non può vedere ... perché siamo tutti diversi.

 

 

Marco Salvetti

 


 

Ho 3 stili che utilizzo maggiormente per rappresentare tutto questo: la combustione, i primitivi ed i quadri ad olio. Con la combustione mi libero da un certo turbamento interiore, una sorta di sfogo che trova pace con la trasformazione della materia. Con i primitivi esprimo invece quella pace che cerco, che sento; quel calore interiore che può cambiare ogni situazione, che è il punto di vista dell’anima liberata dai pensieri, dalle preoccupazioni e dai giudizi che affollano la mente degli esseri umani, ...se non viene controllata. I quadri ad olio sono invece opere meteoropatiche che faccio specificatamente per esprimere lo stato d’animo del preciso momento nei quali li dipingo. Sono alla continua ricerca di stili e sperimentazioni che trasmettano sempre meglio i miei pensieri, ma per ora posso dire che sono questi 3 quelli che sento maggiormente.

 

" Arte Spirituale " è quindi la chiave di lettura dei miei lavori ed una giusta interpretazione dei miei sforzi. Per cercare, almeno tentare, il dialogo con l'eterno.

 

 

Marco Salvetti

 


 

 

Marco Salvetti

 

 

 

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